Il Senatore Frank F. Jones e la strage di Villisca, Iowa, 1912.

15800975_685825191591734_218819060_nLa strage avvenuta tra la notte del 9 giugno 1912 e la mattina del 10 giugno 1912 nella cittadina di Villisca, nello stato dell’Iowa, è ancora oggi uno dei crimini irrisolti più famosi e inquietanti della storia americana. I sei membri della famiglia Moore e due ospiti furono ritrovati uccisi a colpi d’ascia nella loro casa, e questa che segue, fino ad oggi, è la ricostruzione ufficiale della dinamica della strage.

Poco dopo la mezzanotte, il 10 giugno 1912 uno sconosciuto entrò dalla porta posteriore della casa a due piani in legno, dei Moore. La porta non era chiusa a chiave, cosa che poteva accadere in una piccola cittadina del Midwest dei primi decenni del Novecento che contava non più di duemila abitanti, tutti noti gli uni agli altri. Secondo una ricostruzione tentata dal medico legale il giorno seguente, lo sconosciuto prese una lampada a petrolio da un cassettone, piegò lo stoppino in due per dimezzare la fiamma, poi brandendo l’ascia del signor Moore che aveva trovato nella stalla accanto alla casa, passò davanti alla stanza in cui due ragazze di dodici e nove anni dormivano, e salì su per le scale di legno strette che portavano ad altre due stanze da letto. Ignorò quella in cui quattro bambini dormivano, entrando nella stanza dove dormivano Joe Moore di quarantatré anni e la moglie Sarah di trentanove. Con la scure colpì alla testa Joe Moore, probabilmente uccidendolo sul colpo. Poi colpì Sarah prima che lei avesse il tempo di svegliarsi. Dopo aver ucciso la coppia, il killer si diresse nella stanza accanto per uccidere i quattro figli che ancora dormivano. Non vi è a oggi alcuna prova che Herman ( 11), Katherine (10), Boyd (7), e Paul (5), si siano svegliati prima di morire. Né l’aggressore o uno qualsiasi dei quattro bambini sembra fare rumore sufficiente a disturbare le due piccole amiche di Katherine, Lena e Ina Stillinger, che dormivano al piano di sotto. Il killer, infatti, conclusa la carneficina al primo piano scende le scale, entra nella camera delle due sorelle Stillinger e le uccide a colpi d’ascia.

A questo punto l’assassino mette in atto dei comportamenti alquanto strani e a oggi inspiegati: dopo aver ucciso le Stillinger, torna di sopra e sistematicamente colpisce le teste di tutti e sei i Moore rendendoli irriconoscibili. Quindi usa delle coperte per coprire le teste dei due coniugi, copre anche i volti dei quattro bambini uccisi nella camera accanto. E, una volta ridisceso a piano terra, fa la stessa cosa con le ragazze Stillinger. Poi gira per la casa e copre ogni specchio con i panni che trova. Entra in cucina e prende dal frigorifero una fetta di due chili di pancetta cruda, la avvolge in un asciugamano, e la lascia sul pavimento della camera delle due ragazze Stillinger assieme ad un piccolo portachiavi che, a quanto si appurò poi, non apparteneva ai Moore. Sembra poi che l’assassino sia rimasto all’interno della casa per un bel po’ di tempo, e abbia anche riempito d’acqua una pentola, apparentemente per lavarsi le mani insanguinate, visto che l’acqua fu trovata insanguinata. Verso le cinque della mattina, pose la lampada in cima alle scale e se ne andò silenziosamente come era venuto, chiudendo le porte dietro di lui, e prendendo le chiavi di casa.

I corpi dei Moore furono scoperti parecchie ore più tardi, solo quando un vicino di casa, preoccupato per l’assenza di qualsiasi segno di vita in una casa normalmente turbolenta fin dal mattino, telefonò al fratello di Joe Moore, Ross, avvertendolo della stranezza. Ross Moore aprì la porta di casa del fratello con una sua chiave, scoprendo la carneficina. Fu subito avvisato il capo della polizia di Villisca, Hank Horton. Nel frattempo la notizia si sparse, e una folla di gente entrò e uscì dalla casa della strage alterando del tutto la scena del crimine. Cento persone tra vicini curiosi e cittadini si aggirano a loro piacimento per la casa, lasciando le loro impronte digitali, e in un caso anche rimuovendo frammenti del cranio di Joe Moore per portarsi via un macabro ricordo. Nei primi momenti si pensò a una strage operata da uno straniero di passaggio, per cui furono battute le campagne circostanti alla ricerca di un assassino magari arrivato in treno. In effetti, per la stazione di Villisca passavano circa trenta treni al giorno.15750352_685825011591752_1988062274_n

Emersero molti potenziali sospetti, tra cui i più significativi furono il Reverendo George Kelly accusato diverse volte di voyeurismo, Andrew Sawyer un uomo di passaggio a Villisca il giorno della strage, e il senatore Frank F. Jones, un ricco uomo d’affari che era anche un membro di spicco della chiesa metodista di Villisca. La città si divise presto tra i Metodisti che insistevano sull’innocenza di Jones e la comunità presbiteriana cui erano appartenuti i Moore, convinta della sua colpevolezza. Anche se non fu formalmente accusato degli omicidi, Jones fu oggetto di una seria indagine che accese su di lui i riflettori per parecchio tempo, tanto che la sua carriera politica ne uscì distrutta. C’erano almeno due motivi validi per ritenere che Jones avesse nutrito un profondo rancore nei confronti di Joe Moore. In primo luogo, il morto aveva lavorato per lui sette anni, diventando il venditore più bravo dell’azienda agricola di Jones. Poi Moore nel 1907 si era licenziato, mettendosi in proprio e facendo concorrenza a Jones rubandogli molti clienti. Inoltre, girava voce che Moore avesse stretto una relazione clandestina con la figliastra di Jones, una bellezza locale dalla condotta di vita alquanto libertina per i tempi.

Nel 1912 i rapporti tra i due uomini si erano fatti tesissimi, tanto che non si salutavano nemmeno più. All’epoca dei delitti Jones aveva cinquantasette anni, pochi credevano che a quell’età avesse potuto commettere i delitti da solo, ma in città si credeva che avesse pagato qualcuno per eseguirli. Questa fu anche la teoria di James Wilkerson, un agente della rinomata Burns Detective Agency, che nel 1916 accusò Jones di aver pagato un killer di nome William Mansfield per uccidere i Moore. Wilkerson, che con la sua indagine fece fallire la candidatura di Jones al Senato, creò il serial killer. Tentò di dimostrare che Mansfield era stato cercato da Jones in quanto si era già reso colpevole di delitti simili a quelli di Villisca, inoltre nel 1914 era stato il principale sospettato degli omicidi a colpi d’ascia della moglie, dei suoi genitori e di suo figlio. Purtroppo per Wilkerson, Mansfield aveva un alibi di ferro per il periodo della strage di Villisca. I libri paga del 1912 provavano che Mansfiled aveva lavorato a diverse centinaia di miglia di distanza in Illinois, al momento degli omicidi, per cui fu rilasciato per mancanza di prove. Questo tuttavia non bastò per far credere nella sua innocenza. Si pensò che il senatore Jones avesse aiutato Mansfield con il suo alibi. Alla fine tuttavia il caso rimase e rimane irrisolto. Recentemente alla strage di Villisca sono stati collegati altri delitti simili avvenuti nel Midwest tra il 1911 e il 1912. Il ricercatore Beth Klingensmith ha notato che ben dieci casi simili si verificarono in quel torno di tempo, e tutti in luoghi attraversati dalla stessa ferrovia che attraversava Villisca. In molti casi ci sono sorprendenti somiglianze. Il modus operandi simile, fu già notato nel 1913 dall’agente speciale Matthew McClaughry del Bureau of Investigation del Dipartimento di Giustizia (precursore dell’FBI), nell’assassinio di una famiglia di sei persone a Colorado Springs nel mese di settembre del 1911 e in altri due casi a Monmouth (dove l’arma del delitto era in però un tubo) e a Ellsworth, in Kansas. Vi fu poi il caso di Paola, sempre in Kansas, dove furono uccisi a colpi d’ascia Rollin Hudson e sua moglie, appena quattro giorni prima delle uccisioni di Villisca.

Certo alcune cose strane nella strage di Villisca stupiscono: come è possibile che durante la strage nessuno dei componenti della famiglia, e nessuna delle due ragazze che dormivano a piano terra si sia svegliato? Come è possibile soprattutto che Sarah, la moglie di Joe Moore non si sia svegliata? Come è possibile che nessuno abbia gridato? Tutte le tende della casa furono tirate, si pensò, dal killer per non essere visto dall’esterno. Ma quando il killer tirò le tende? Prima della strage è impossibile perché avrebbe svegliato la famiglia. E dopo? Che senso aveva? Siamo così sicuri che il killer fosse uno solo?

Perché accanirsi sui volti delle vittime e poi coprirli? Per vergogna e senso di colpa? Per questo il killer o i killers coprirono anche tutti gli specchi presenti in casa? Che significato hanno la pentola piena d’acqua, la fetta di pancetta avvolta in un asciugamano e lasciata ai piedi del letto delle sorelle Stillinger, assieme a un piccolo portachiavi?

Quale fu in realtà il vero ruolo del senatore Franck Jones? E sono reali i collegamenti tra la strage di Villisca e la serie di omicidi a colpi d’ascia commessi tra il 1911 e 1912 in cittadine situate vicino alla stessa linea ferroviaria che passava per Villisca? A cura di Lara Pavanetto

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...