Maria Barbella, la prima donna ad essere condannata alla sedia elettrica in America. New York 1895

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Maria Barbella nata il 24 ottobre 1868 nel paese di Ferrandina in Basilicata, fu la prima donna condannata a morire sulla sedia elettrica in America. Fu condannata alla pena di morte per aver ucciso il suo amante. La sua famiglia era emigrata a New York nel 1892. Qui Maria aveva conosciuto un altro emigrato italiano, Domenico Cataldo, che proveniva anche lui dalla Basilicata. Lei aveva trovato lavoro in una fabbrica e Domenico invece faceva il lustrascarpe.

I due s’incontrarono inizialmente in segreto. Ma quando il padre di Maria venne a sapere di Domenico, proibì alla figlia di vederlo e di rivolgergli anche la parola. Domenico però non si arrese e continuò a corteggiare in segreto Maria che alla fine accettò di incontrarsi di nuovo con lui disobbedendo agli ordini del padre. Un giorno Cataldo la portò in una pensione, dove stando al racconto della ragazza, dopo averla ubriacata, approfittò di lei. Le promise di sposarla presto, ma non mantenne la promessa. Maria non sapeva che Domenico in realtà era già sposato con una donna in Italia, e aveva anche dei figli.

Ad un certo punto, stancatosi della ragazza e delle sue insistenze in merito al matrimonio, Domenico annunciò che sarebbe tornato in Italia e che non l’avrebbe mai sposata. Maria informò la madre della situazione, e in sua compagnia si recò da Domenico per reclamare il matrimonio riparatore. L’uomo si prese gioco delle due donne e rispose che avrebbe sposato Maria se lo avessero pagato 200 dollari.

Il 26 aprile del 1895, Maria, disperata per la perdita del suo onore, uccise Domenico tagliandogli la gola con un rasoio. Fu arrestata e messa in prigione, dove restò per circa due mesi e mezzo. Il processo iniziò l’undici luglio, e il suo caso suscitò molte polemiche tra gli italiani di New York perché non c’erano italiani in giuria, e soprattutto perché Maria non era in grado di parlare o capire l’inglese. La ragazza comunque ammise tutto, confessando di aver ammazzato Domenico per difendere il proprio onore. La giuria dimostrò comprensione per il suo caso, ma i fatti erano i fatti: Maria aveva ucciso un uomo, e anche se lo aveva fatto per difendere il suo onore ciò non poteva rappresentare un’attenuante. Maria fu giudicata colpevole e condannata a morte sulla sedia elettrica.

Era la seconda donna condannata a morte a New York, e la prima di una donna alla sedia elettrica. La contessa Cora Slocomb di Brazzà, una ricca americana sposata con un nobile friulano, si interessò al suo caso vedendovi un esempio di discriminazione nei confronti degli emigrati italiani. Aveva seguito fin dall’inizio il corso del processo, e dopo la condanna iniziò una vasta campagna per la revisione della sentenza, mobilitando influenti personaggi newyorkesi suoi amici. La stampa appoggiò la sua battaglia e alla fine fu celebrato un nuovo processo che si concluse il 10 dicembre 1896 con una sentenza di non colpevolezza, motivata dalla incapacità di intendere e di volere al momento dell’omicidio.

Maria Barbella fu rimessa in libertà, e il 4 novembre 1897 si sposò con l’emigrante Francesco Paolo Bruno di Ferrandina da cui ebbe nel 1899 un figlio, Frederick. Della restante vita di Maria si sa soltanto che nel 1902 era tornata a vivere nella casa dei genitori.

A cura di Lara Pavanetto

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