Mass Murder tra passato e presente

La strage di Columbine

La strage di Columbine

Antonio Costanzo era nato a Villaprati, un paesino del Parlermitano, quando a 23 anni entrò armato nella caserma di Santa Giustina di Padova uccidendo quattro commilitoni. Era il 13 febbraio del 1885. Non era stato l’unico. Salvatore Misdea era poco più giovane la sera di Pasqua del 1884 quando con 54 colpi uccise nella caserma Pizzofalcone a Napoli sette persone. Sul caso di Misdea Rai 2 nel 1978 mandò in onda “Il povero soldato” uno sceneggiato con la regia di Mario Morini.

Oggi li chiamiamo Mass Murder, assassini che uccidono quattro o più vittime nello stesso luogo e nello stesso momento (per approfondire il contributo della dott.ssa Chiara Camerani) 

Siamo tristemente aggiornati dalle varie stragi nelle scuole americane (dal 1990 oltre 250 vittime per sparatorie nelle scuole americane), nomi come Virginia Tech o la Columbine High School o il massacro al Virginia Polytechnic Institute.

Eppure non è un fenomeno esclusivamente americano.  Ieri, 23 luglio 2016,Ali Sonboly, diciottenne residente nella periferia della città a Maxvorstadt, con una pistola ha ucciso dieci persone e ne ha ferite ventisette in un ristorante McDonnals e in un centro commerciale, prima di suicidarsi.  Non è stato il primo in Germania.

Il 26 aprile 2002 Robert Steinhäuser, ex studente di 19 anni, a Erfurt uccise dodici insegnanti, una segretaria, due studenti e un poliziotto, prima di suicidarsi. Il 2 luglio del 2003 Florian K., sedicenne di Coburg, in Baviera, ferì una docente con un colpo di pistola, prima di suicidarsi. Il 20 novembre del 2006 il diciottenne Sebastian Boss ferì 36 persone nella sua ex scuola di Emsdetten e infine si tolse la vita. Tim Kretshmer aveva 17 anni l’11 marzo 2009 quando sparò a casaccio all’indirizzo di due classi dell’istituto tecnico «Albert Realschule» di Winneden, cittadina tedesca a 20 chilometri da Stoccarda. Il bilancio del folle blitz superò le quindici vittime.

Cambiano i tempi, non cambiano le modalità. Qualche sfumatura forse, Misdea e Costanzo non si suicidarono dopo la strage. Il male alberga dentro di noi e a volte basta solo l’opportunità e i mezzi, per il movente si pesca dal lato oscuro.

Un ricordo per le vittime, compresi i loro carnefici che non hanno saputo sconfiggere quel lato oscuro e forse tutti noi che non riusciamo ancora oggi a prevedere questa follia.

 

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