Femminicidio a Venezia. 20 settembre 1886

Emma Darese in un ritratto ritrovato sulla scena del crimine. ASV, Corte di assise di Venezia, serie 1871-1888, b. 109, fasc. 34, c.n.n.

Emma Darese in un ritratto ritrovato sulla scena del crimine. ASV, Corte di assise di Venezia, serie 1871-1888, b. 109, fasc. 34, c.n.n.

Si chiamava Emma Darese, aveva 27 anni, viveva a Venezia ed è una vittima di femminicidio. Non è successo ieri o lo scorso mese, ma nel 1886. Nella città che per molti vuol dire romanticismo, ma che per lei significò solo la morte. Non aveva nessuna colpa, semplicemente aveva deciso di lasciare suo marito Antonio Rossetti. Fu una suora all’Ospedale di San Giovanni e Paolo a raccogliere le sue ultime parole, pensieri tristi per non riuscire a capire il motivo per il quale doveva morire così giovane. Quel terribile quesito non ebbe mai una reale risposta, nemmeno durante il lungo processo che vide sul banco degli imputati un uomo privo di rimorso e i migliori esperti della mente umana. Lei è una delle storie che ho raccontato in “Laguna di Sangue. Cronaca nera Veneziana di fine Ottocento” Helvetia Editrice e che sabato 18 giugno presso la libreria Giunti in occasione dell’Art Night alle ore 19:15  ripercorrerò in memoria di tutte le donne come Emma che, ieri come oggi, sono vittime di domande prive di risposte.

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