UN SERIAL KILLER MEDIEVALE RACCONTATO DA RODOLFO IL GLABRO, MÂCON 1033.

Il glabro

Racconta Rodolfo il Glabro nelle sue Cronache, che a circa tre miglia dalla città di Mâcon, in Borgogna, vicino a una chiesa sperduta in una foresta, un criminale seriale aveva un suo covo: “Si era costruito un tugurio assassino, uccideva una quantità di persone che passavano da quelle parti o si recavano da lui e ne faceva orribile pasto”. Un poveraccio che in compagnia della moglie si era avventurato nel folto del bosco, era incappato nel covo dell’assassino e ignaro gli aveva chiesto ospitalità per una breve sosta: “Quando i suoi occhi percorsero gli angoli del tugurio, videro crani mozzi di uomini, donne e bambini”. Il viandante, assieme alla moglie, fuggì subito cercando aiuto in città. Della cosa furono informati il conte Ottone II di Mâcon e tutta la cittadinanza. Gli uomini mandati a indagare trovarono l’assassino rintanato nel suo tugurio e circondato dai suoi orrendi trofei umani: “quarantotto teste di persone uccise, le cui carni erano state divorate dalle sue fauci belluine”. Il mostro fu portato in città e legato a una trave all’interno di un granaio, poi fu arso vivo. Era l’anno 1033.

Rodolfo il Glabro, Cronache, cit., libro IV, cap. IV, 10.

A Cura di Lara Pavanetto

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