La misteriosa morte del giornalista e romanziere americano David Graham Phillips. New York 1911.

Davide Graham Phillips

Davide Graham Phillips

Il giornalista e romanziere americano David Graham Phillips fu assassinato da uno dei suoi lettori il 23 gennaio del 1911. L’assassino credeva che sua sorella fosse stata diffamata in un romanzo dello scrittore. Phillips, che aveva all’epoca quarantatré anni, era un uomo dalle abitudini regolari.

Lunedì 23 gennaio 1911, come ogni pomeriggio, lasciò l’appartamento che condivideva con la sorella adorata Carolyn Frevert, sul lato sud di Gramercy Park, una piazza alla moda di Manhattan, per dirigersi al Princeton Club e ritirare la posta. Arrivato sul posto, non fece caso a un uomo appoggiato alla ringhiera di ferro di una casa proprio vicino all’ingresso del locale. Quell’uomo gli sbarrò la strada, e in rapida successione gli sparò contro sei colpi di una pistola calibro 32 automatica. Due soci del club, Newton James e Frank Davis, che avevano assistito alla scena, increduli, udirono l’assassino gridare qualcosa del tipo: “Ecco, questo ti meriti!” Detto ciò, l’uomo si puntò la pistola alla testa, aggiungendo: “Finirò il lavoro ora”, e continuando a camminare lungo il marciapiede si sparò alla testa e cadde morto.

Phillips, ferito gravemente, fu portato a braccio nella club house e adagiato su un divano. Fu chiamato al telefono il suo medico personale, Eugene Fuller, che arrivò presto e aspettò con il ferito l’ambulanza del Bellevue Hospital. I chirurghi costatarono che il primo proiettile aveva causato la ferita più pericolosa: era entrato nella parte superiore del torace di Phillips tra la prima e la seconda costola, ed era passato attraverso il polmone destro per uscire infine dalla schiena sotto la scapola sinistra. Un altro proiettile era passato attraverso il lato destro della parete addominale senza penetrare l’intestino. I restanti colpi avevano ferito il giornalista all’avambraccio sinistro, a entrambe le cosce, e al fianco destro. Graham Phillips riuscì a dire di non aver riconosciuto il suo aggressore, ma disse anche che nel corso degli ultimi mesi aveva ricevuto varie lettere minatorie anonime e telefonate minacciose. La mattina della sparatoria aveva ricevuto un messaggio che minacciava: “Questo è il tuo ultimo giorno”.

Martedì sera 24 gennaio, le condizioni di Phillips si aggravarono. Non fu più in grado di trattenere il cibo. Poco dopo, emorragie interne iniziarono sia allo stomaco che al polmone perforato. Alla fine gli sforzi dei medici furono inutili. La notizia della morte di Phillips, scioccò il mondo giornalistico e letterario e il pubblico in generale.

Phillips era nato a Madison, nello stato dell’Indiana, il 31 ottobre 1867. Dopo la laurea a Princeton, aveva lavorato come giornalista a Cincinnati e nel 1890 si era trasferito a New York. Nel 1893 Joseph Pulitzer lo aveva assunto come corrispondente da Londra per il New York World, e quattro anni dopo era diventato un editorialista del quotidiano. Phillips denunciava con forza la corruzione politica ed economica, e raggiunse il culmine della sua carriera giornalistica nel 1906 attaccando il servilismo del Senato degli Stati Uniti nei confronti delle grandi industrie, in una serie di articoli che ispirarono il presidente Theodore Roosevelt e altri giornalisti riformisti. A partire dal 1901 diventò anche un narratore. Nei suoi racconti, così come nei suoi articoli, affrontava gli stessi scabrosi argomenti: la stravaganza delle classi abbienti, l’abuso del potere politico e l’oppressione dei poveri. Col passare del tempo Phillips nei suoi scritti denunciò in particolare la superficialità delle classi agiate americane, e in particolare delle loro donne.

In quanto al suo assassino, l’insegnante di musica Fitzhugh Coyle Goldsborough, la polizia appurò che era un membro di una famiglia di spicco della costa orientale del Maryland, che aveva visto tra le sue fila un famoso ammiraglio della Guerra Civile. Aveva trentun anni, era nato a Washington, dove il padre Edmund era un noto medico. Aveva presto mostrato un notevole talento musicale, era stato attivo nei circoli musicali ad Harvard che aveva frequentato per tre anni. Dopo aver studiato ed essersi esibito come violinista a Vienna e Berlino, il giovane Goldsborough si era unito all’Orchestra di Pittsburgh come primo violino.

Goldsborough sembrava essere stato fortemente influenzato da un romanzo di George Sylvester Viereck del 1907, La Casa del vampiro. Il personaggio principale del libro era “un vampiro” intellettuale che assorbiva il genio di tutti coloro con cui veniva in contatto. Sembra che Goldsborough credesse che Phillips fosse un vampiro letterario che aveva succhiato le sue idee dal suo cervello, ispirandosi nei personaggi dei suoi racconti alla sua famiglia, e diffamando sua sorella. A tutt’oggi questo è ancora considerato il movente dell’assassinio di Davide Graham Phillips da parte del giovane Fitzhugh Coyle Goldsborough. A cura di Lara Pavanetto

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