I delitti della vasca da bagno, Inghilterra 1915.

dailysketch

George Joseph Smith

 

(alias Oliver George, Charles Oliver James, Henry Williams e John Lloyd) fu un serial killer inglese e bigamo.

Nel 1915 fu condannato e impiccato per gli omicidi di tre donne, e il suo caso oltre ad essere ampiamente riportato dai media dell’epoca, entrò a far parte della storia della patologia forense. Fu uno dei primi casi giudiziari in cui le somiglianze tra i reati commessi furono usate per dimostrare la colpevolezza dell’imputato, una tecnica poi utilizzata in procedimenti successivi.

George Joseph Smith era un predatore feroce di donne, si sposò almeno otto volte e uccise tre delle sue mogli. Il suo primo matrimonio fu legale, poi divenne bigamo. Aveva un portamento vagamente militare, usava una serie di pseudonimi, e rubava i soldi delle sue finte mogli prima di volatilizzarsi. Spiegava le sue frequenti assenze da casa fingendo di essere un antiquario e di dover fare viaggi di lavoro in tutto il paese.

Smith uccise Bessie Mundy nel 1912, dopo che la donna aveva steso un testamento in suo favore. Alice Burnham nel 1913, dopo che anche lei aveva fatto testamento in suo favore, e stipulato un’assicurazione sulla vita sempre a suo favore. Sposò Margaret Elizabeth Lofty nel 1914, e uccise anche questa donna dopo che lei aveva firmato l’assicurazione sulla vita. Tutte e tre le donne morirono annegate nella vasca da bagno della loro abitazione, e tutte e tre le morti inizialmente furono registrate come morti accidentali.

Smith fu stato arrestato nel 1915 dopo che un resoconto dell’inchiesta sulla morte di Ellizabeth Lofty fu pubblicato sul News of the World, e fu letto dal padre di Alice Burnham che rimase colpito dalle somiglianze con la morte della propria figlia, e pensò di informarne la polizia.

La cosa che più stupì gli investigatori che indagarono sulla morte delle tre donne, fu che i loro corpi non mostravano alcun segno di violenza o di resistenza. Bernard Spilsbury, il patologo che esaminò i corpi, al processo suggerì che Smith avesse tirato le gambe delle donne mentre queste erano immerse nella vasca da bagno, improvvisamente, in modo che la loro testa andasse sotto acqua e rapidamente annegassero senza poter opporre alcuna resistenza. Il difensore di Smith, Edward Marshall Hall, pensò addirittura che il suo assistito avesse usato l’ipnotismo. La giuria condannò Smith all’impiccagione che fu eseguita nella prigione di Maidstone, nel Kent, il 13 agosto 1915. George Joseph Smith aveva quarantacinque anni. A cura di Lara Pavanetto

 

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