GLI ALTRI DELITTI DI JACK LO SQUARTATORE

The ripper

Tutti conosciamo il caso di “Jack lo Squartatore” e i cinque brutali omicidi a lui attribuiti avvenuti tra l’estate e l’autunno del 1888 a Londra, nel malfamato quartiere di Whitechapel. Ma non tutti sanno che ci furono altri due delitti nei quali si sospettò allora, e si sospetta ancora oggi, la mano dello Squartatore.

Il 17 luglio 1889, verso l’una della notte, un sergente di polizia fu richiamato dal fischio di un altro poliziotto sulla scena di un crimine raccapricciante: “… sul lato destro del sentiero vidi una donna con le gonne tirate su sulla pancia, tanto che si vedeva il suo addome nudo. Notai una notevole quantità di sangue sotto la sua testa, sul marciapiede”. I poliziotti pensarono subito ad un altro delitto di Jack, anche perché la gola della donna mostrava un taglio profondo. Il corpo, in seguito identificato come quello di Alice McKenzie era ancora caldo al tatto, e il primo poliziotto arrivato sul luogo del delitto testimoniò che la donna non c’era a mezzanotte e mezza quando lui era passato la prima volta sul posto. Nei giorni successivi un uomo fu arrestato e fermato per breve tempo sospettato del delitto, e un altro addirittura confessò non solo quel delitto, ma tutti i delitti dello Squartatore. Entrambi furono poi rilasciati, e quest’ultimo fu dichiarato pazzo.

Ma l’omicidio di Alice, era attribuibile a Jack lo Squartatore? James Munro, il commissario capo della polizia lo sospettava, e infatti dichiarò: “… nonostante le ampie misure di polizia e la vigilanza, l’assassino è ancora riuscito a commettere un omicidio e a scappare senza lasciare il minimo indizio della sua identità”. Ma il dr. George Phillips, il medico legale che esaminò il corpo della McKenzie, dichiarò invece: “Dopo un’attenta e lunga riflessione non posso affermare con sicurezza che sia lo stesso autore di tutti i delitti di Whitechapel”. Le indagini sull’omicidio di Alice McKenzie andarono avanti nelle settimane e nei mesi seguenti senza alcun risultato, e il caso non fu mai risolto.

Nei mesi successivi non accaddero altri omicidi simili, e tutto parve ritornare alla normalità, fino al 13 febbraio 1891 quando un giovane poliziotto si imbatté in un altro cadavere.

Il quotidiano Times scrisse: “… il poliziotto distinse la forma di una donna che si trovava nel mezzo della carreggiata … era sdraiata sulla schiena con le gambe incrociate. La gola della sfortunata donna era stata recisa da orecchio a orecchio, tanto che si vedeva la colonna vertebrale e il sangue scorreva liberamente a fiumi”. Sorprendentemente, la donna era ancora viva e il poliziotto dichiarò in seguito di aver sentito dei passi di qualcuno che si allontanava in fretta, quasi che il suo arrivo avesse interrotto l’assassino. La donna tuttavia morì poco dopo, e fu identificata come Frances Coles, una prostituta che viveva nella famigerata zona di Whitechapel di Londra da almeno otto anni. Ancora una volta fu arresto un uomo, che alla fine però fu rilasciato senza accuse. Il quotidiano Times scrisse ancora: “Il luogo, il tempo, e il carattere della vittima, e altri punti di rassomiglianza, richiamano nel modo più evidente la serie di crimini associati nella mente popolare con Jack lo squartatore “.

Un altro giornale senza mezzi termini dichiarò che il mostro di Whitechapel era ancora in libertà. Come per il delitto della McKenzie, anche in questo caso i pareri degli investigatori furono diversi e non tutti furono concordi nell’includere la morte di Frances Coles nei casi dello Squartatore. McKenzie e Coles furono vittime di Jack lo Squartatore? O furono vittime di un killer che emulava le imprese di Jack? Ancora oggi sulle due vittime di questi efferati delitti aleggia un grande mistero. a Cura di Lara Pavanetto.

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