L’assassinio di William Desmond Taylor. Hollywood 1922.

Mary Minter

MAry Minter, la sospettata

La sera del 1 febbraio 1922, il regista del cinema muto William Desmond Taylor fu colpito a morte da un proiettile nel suo bungalow di Los Angeles. Il suo corpo fu trovato la mattina dopo dal suo cameriere personale.

Desmond Taylor

Desmond Taylor, la vittima

Per gli standard di Hollywood, Taylor aveva una condotta di vita relativamente tranquilla. Viveva da solo, aveva molti amici, ma non era noto per avere una vita sociale viziosa e affollata, pur essendo un regista di successo. Era un tipo tranquillo, insomma. Il tenente Tom Ziegler il primo ad arrivare a casa di Taylor in Alvarado Street, trovò attori, attrici, e dirigenti degli studios che rovistavano già tra gli effetti personali della vittima, che era distesa sul pavimento del salotto con una pallottola nella schiena. L’omicidio diventò uno scandalo nazionale e prova della depravazione di Hollywood. I sospetti si appuntarono presto sulla giovanissima, adolescente attrice Mary Miles Minter, star dei films muti, amante di Taylor e su Charlotte Shelby, la madre, che disapprovava la loro relazione. Dopo l’ assassinio, un biglietto d’ amore per Taylor scritto dalla Minter fu trovato in casa del regista, assieme alla camicia da notte della ragazza in camera da letto. Si appurò che la Minter, alcuni mesi prima, aveva cercato di uccidersi con lo stesso tipo di pistola utilizzata poi per l’omicidio di Taylor. Inoltre, la madre della ragazza aveva già minacciato di morte un altro regista che aveva fatto delle avances alla figlia. Molti anni dopo, nella sua autobiografia inedita, la Minter ammise che lei e sua madre erano al bungalow di Taylor la notte dell’omicidio. Il famoso regista King Vidor, raccontava spesso che la Minter gli aveva confessato che la madre aveva ucciso Taylor dopo averla trovata quella notte in casa del regista. Infine, la persona che aveva fornito un alibi alla madre della ragazza, si scoprì poi che aveva ricevuto grandi somme di denaro dopo l’omicidio. C’erano inoltre particolari alquanto strani: in casa del regista assassinato fu trovato un set di chiavi che non apriva alcuna serratura in casa o al suo studio. Un fazzoletto con il monogramma “S”, trovato in casa del regista, scomparve dal magazzino prove della polizia. Il giorno prima del suo omicidio, Taylor aveva ritirato 2.500 dollari dal suo conto in banca, e il giorno seguente aveva depositato il medesimo importo, di nuovo, sul suo conto in banca. Subito dopo che il corpo del regista fu scoperto, un uomo che affermava di essere un medico entrò in casa ed esaminò superficialmente il cadavere, dichiarando che la morte era dovuta a cause naturali (nonostante il foro di proiettile nella schiena), quest’uomo non fu mai identificato. Nessuno fu mai accusato e processato per la morte di Taylor e il caso rimane ancora oggi, ufficialmente, irrisolto; un grande mistero degno di un film di Hollywood. Esiste una comunità attiva su Internet dedicata al caso, “Taylorology”, che discute tutti gli aspetti del delitto e cerca ancora l’assassino. A cura di Lara Pavanetto

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