Le ultime vittime del Titanic: l’ultima scialuppa ritrovata

La scialuppa ritrovata

La scialuppa ritrovata

Oggi ho letto una storia che mi ha colpito molto, dopo aver fatto le dovute ricerche, ve la racconto.
Il 1912 è ricordato da tutti per uno degli eventi più drammatici del secolo, l’affondamento del transatlantico britannico Titanic. Ognuno di noi credo conosca l’episodio.
Durante il suo viaggio inaugurale da Southampton a New York, il Titanic entrò in collisione con un iceberg alle 23:40 di domenica 14 aprile 1912. Il gigante del mare era alto fuori dell’acqua 30 metri e sotto arrivava a 240 metri. Non diede scampo alla nave. Dopo poco meno di tre ore il Titanic si inabissava spezzandosi in due tronconi e facendo morire oltre mille cinquecento persone, la maggior parte per assideramento. A causa della temperatura dell’acqua si poteva sopravvivere immersi al massimo per dieci minuti.
Sul disastro è stato scritto molto, molti sono stati i film prodotti, ma quello che si conosce meno, è il ritrovamento dopo un mese di una delle scialuppe del transatlantico.

Il 17 maggio tutti i giornali americani danno spazio ad un nuovo capitolo dell’orrore. La nave Oceanic, della White Star, mentre navigava sulla rotta del Nord Atlantico, avvistò il relitto di una scialuppa mezza affondata a qualche centinaio di miglia a sud di dove si era inabissato il Titanic. Fermati i motori, fecero subito scendere una squadra di soccorso. Harry C. Church, di Moseley, si trovava in quel momento a bordo dell’Oceanic, e lui racconterà l’episodio.
Quando arrivarono vicini videro dentro il relitto tre corpi. Uno era rannicchiato sul fondo sotto l’arco, mentre due erano distesi lungo la poppa. I corpi erano in avanzato stato di decomposizione. Indossavano tutti ancora il salvagente. Uno dei cadaveri aveva lo smocking e su questo era ricamato il nome di uno dei passeggeri di prima classe: Thomas Beattie di Chicago. Gli altri due non furono identificati, ma erano senz’altro un marinaio e un vigile del fuoco. C’erano tracce anche di altri passeggeri: anelli da donna, vestiti. Probabilmente erano morti ed erano stati gettati in mare.
Il dottor R. F. French, medico dell’Oceanic, ritenne che la causa della morte fosse per fame.
Tra i loro denti, infatti, trovò pezzi di sughero! Nel disperato delirio avevano provato a nutrirsi con quello che trovarono sulla zattera. Il medico pensò anche che il vigile del fuoco doveva essere morto prima degli altri due e questi avevano provato a spingerlo fuori bordo, senza riuscirci.
Sul perchè non furono salvati dalla nave di soccorso ci sono due ipotesi: probabilmente dovevano essersi ritrovati spinti lontano dalla scena principale quando il Titanic stava affondando e non riuscirono a farsi sentire dalle navi di soccorso. La seconda è che al momento dell’affondamento avessero trovato rifugio sull’iceberg stesso per poi salire su una delle scialuppe abbandonate durante il recupero. I corpi furono successivamente bruciati in mare.
Molti furono gli errori umani che causarono questa dramma, e con questo piccolo contributo spero di aver dato memoria anche alle ultime vittime.

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