Quando Edgar Allan Poe indagò sul delitto di Mary Rogers. New York 1841

Mary Rogers

Mary Rogers

Marie Roget è la protagonista di un racconto scritto all’inizio degli anni Quaranta del XIX secolo da Edgar Allan Poe. La storia ruota intorno all’indagine che un antesignano degli investigatori da romanzo, Auguste Dupin, avvia dopo l’assassinio della giovane protagonista, rimasto insoluto. Poe si ispirò a un fatto reale di cronaca nera, ricostruendo un delitto che avvenne a New York nel 1841.

Nel luglio di quell’anno fu rinvenuto nel fiume Hudson il corpo di una giovane donna. Lo videro per primi tre giovani che passeggiavano sull’argine del fiume, mentre galleggiava a volto in giù, gonfio, in stato avanzato di putrefazione. Trascinato il cadavere sull’argine, gli uomini, malgrado il volto della donna fosse ormai irriconoscibile, la riconobbero. In effetti, sarebbero stati in pochi a New York a non riconoscerla. Il suo nome era Mary Rogers, ed era famosa per il suo lavoro dietro la cassa del negozio di sigari di John Anderson a Broadway, dove la sua bellezza attirava ammiratori da ogni parte della città. A lungo, dopo il ritrovamento del corpo della povera ragazza, si pensò che il caso sarebbe rimasto senza colpevole.

All’inizio fu interrogato il fidanzato di Mary, Daniel Payne (che morì suicida qualche anno più tardi), ma non rientrò nella rosa dei sospetti e gli inquirenti, non sapendo che pista seguire, provarono anche a mettere una taglia sulla testa dell’assassino. Intanto la stampa, fiutando lo scandalo innescato da una lettera anonima in parte confermata da un sedicente testimone, pubblicava resoconti scabrosi sulle ultime ore di vita della ragazza, vista per moli insieme a uno o più uomini. Bella, giovane e nubile, Mary aveva dato scandalo trovandosi un’occupazione e abbandonando casa senza trovare prima un marito. Già questo bastava per farne, se non la vittima designata di un delitto, la protagonista di morbosi pettegolezzi. A un certo punto le manette scattarono ai polsi di un biscazziere, Joseph Morse, ma anche questa strada finì nel nulla perché l’uomo aveva un solido alibi.

Il caso alla fine fu risolto – malgrado dubbi in seguito nuovamente avanzati – solo molti anni dopo, nel 1891, quando furono ritrovati alcuni documenti appartenuti al datore di lavoro di Mary, John Anderson, deceduto ormai da un decennio. I documenti venuti alla luce casualmente, per via di un’eredità contestata, raccontavano che l’uomo aveva avuto una relazione con la bella commessa e le aveva già pagato un primo aborto. A esserle fatale probabilmente era stata la seconda interruzione di gravidanza, finanziata sempre dal suo datore di lavoro.

Unico ad appassionarsi al caso al di fuori degli scandali innescati dai giornali, fu proprio lo scrittore americano Edgar Allan Poe, che espose l’idea che si era fatto del delitto in tre parti, pubblicate nel 1842 sulla rivista “The Lady’s Companion”, esordendo così «Ci sono poche persone, anche tra i pensatori più cauti, che non si sono fatti talvolta sorprendere da una vaga credenza nel soprannaturale […], da coincidenze così incredibili che, prendendole come tali, non potevano essere elaborate dall’intelletto […]. Gli straordinari dettagli che sto per rendere pubblici costituiscono il nodo essenziale di una serie di coincidenze poco comprensibili […]». Poe, incarica il suo personaggio Auguste Dupin dell’indagine, arrivando alla soluzione del caso “letterario”: una soluzione molto vicina alla realtà vera. Tanto che ancora oggi ci si chiede quale ruolo lo scrittore abbia davvero avuto nell’assassinio di Mary Rogers.

Edgar Allan Poe

Edgar Allan Poe

Secondo alcuni, Poe non ebbe alcuna responsabilità nella morte della ragazza, ma fu scelto dal suo assassino come confidente. Alla fine, come per alcuni misteri rimasti su altri lavori dell’autore statunitense, anche in questo caso ancora oggi ci si chiede come abbia fatto la fantasia letteraria a incrociare così perfettamente la realtà.A cura di Lara Pavanetto

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...