L’infanticidio di Road Hill House, Inghilterra 1860

Constance Kent prison photograph 1874

Anna Windus è una giovane ragazza di benestante famiglia quando sposa Samuel Kent, un ambizioso ispettore di fabbrica, al quale negli anni darà ben dieci figli, dei quali solo cinque arriveranno all’età adulta. Tra essi, Constance nata nel 1844 e William nato nel 1845, un anno dopo la sorella. Constance e William, legatissimi fin dall’infanzia, negli anni assistono impotenti al deteriorarsi delle condizioni di salute della madre Anna e del matrimonio dei loro genitori. Il padre ha spesso avventure amorose extraconiugali e tradisce la moglie anche con la bambinaia dei suoi figli, una giovane ragazza di nome Mary Drew Pratt, assunta qualche anno prima della nascita di Constance e William. Una scandalosa relazione che contribuirà a rendere sempre più fragile anche la salute mentale di Anna. Anni dopo, si scoprirà che la donna aveva probabilmente contratto la sifilide dal coniuge infedele trasmettendo alcuni segni secondari della malattia anche ai figli. Anna Kent muore nel 1852, all’improvviso, quando i suoi figli più piccoli Constance e William hanno rispettivamente otto e sette anni.

Samuel Kent è ora un vedovo che ha la necessità di trovare una seconda madre per i suoi bambini. La prescelta è la sua amante di lunga data: la bambinaia Mary Pratt, che nell’agosto del 1853 diventa la nuova signora Kent. I due avranno in tutto cinque figli. I figli di primo letto, Constance e William non accetteranno mai la loro ex bambinaia Mary come madre. Nel 1856 tentano la fuga ma sono subito individuati e riaccompagnati a casa. E, nel 1856, nasce Francis Savill Kent, che diventa subito la gioia dei suoi genitori accentrando su di sé tutta la loro attenzione. Quattro anni dopo, la mattina del 30 giugno 1860 Elizabeth Gough, la bambinaia, sveglia i signori Kent in lacrime: il piccolo Francis non si trova: manca dal suo lettino e non c’è nemmeno la coperta.

La notizia si diffonde rapidamente nel piccolo villaggio di Road nello Wiltshire. Due uomini che hanno improvvisato una ricerca trovano il bambino morto, sul fondo della latrina di casa, accoltellato e quasi decapitato.

Le autorità si attivano, e da Londra è inviato un detective di Scotland Yard: Jonathan Whicher. Le due donne che si occupano della lavanderia di casa Kent testimoniano che non riescono a trovare la camicia da notte della signorina Constance, allora sedicenne, e il detective Whicher si insospettisce: quella camicia era sparita forse perché sporca del sangue del piccolo Francis Saville? Le indagini appurano che la ragazza odia la matrigna, la donna che tanto ha fatto soffrire sua madre portandole via il marito. Whicher chiede l’arresto di Constance. Ma il giudice non sarà d’accordo con le conclusioni dell’indagine di Whicher. La posizione sociale ha ancora un peso schiacciante e la ragazza è rimessa in libertà. L’attenzione allora si sposta sulla governante- Elizabeth Gough- che però è scagionata. Tutta l’inchiesta si arena, e alla fine la famiglia Kent si trasferisce nel Galles, per sfuggire allo scandalo e ai sospetti. Constance viene mandata in Francia, dove come “Emily” Kent finisce gli studi in una prestigiosa scuola per signorine.

Nel 1863 la ragazza ritorna nel Regno Unito, a Brighton, in una struttura cattolica che è sia convento che ospedale. Qui rimane due anni, prima di fare una scioccante confessione nel 1865: era stata lei a uccidere il piccolo Francis. Al processo confessa d’aver agito solo e soltanto per ferire Mary, l’ex bambinaia poi diventata amante del padre. Dice di aver fatto tutto da sola, con premeditazione. Ma la sua confessione non convince del tutto, e si ipotizza che stia coprendo il fratello. Tuttavia Constance non cambierà la sua versione fino alla fine. E’ condannata a morte per impiccagione, e poiché minorenne al tempo dell’omicidio, l’impiccagione è commutata in una “life prison”, che all’epoca equivale a dodici o quindici anni di reclusione. E’ reclusa nella Millbank Prison di Londra e qui impiegata in infermeria. La matrigna muore appena un anno dopo nel 1866. Samuel Kent cambia città, insieme ai figli più piccoli. Morirà nel 1872.

I fratelli e le sorelle di Constance non la dimenticano, in particolare il fratello minore William che, diventato naturalista, lavora per il British Museum. William negli anni successivi alla condanna della sorella, presenta diverse richieste di grazia che sono regolarmente respinte. Passano gli anni, William lascia l’Inghilterra con la seconda moglie e la sorellastra Mary Ann al seguito: la meta è la Tasmania. Quando nel 1885 Constance viene rilasciata, William ritorna in Inghilterra per riabbracciare la sorella, ormai quarantunenne. Nel 1886 i due fratelli fanno ritorno in Australia, Costance cambia nome e diventa Ruth Emilie Kaye. Resta accanto al fratello per alcuni anni, fino a quando a quarantasei anni, in occasione di un’epidemia di tifo a Melbourne fa un corso per infermiera e inizia una lunga carriera, che la vede in prima fila nella cura dei lebbrosi e nell’apertura di una struttura per la formazione di infermieri. Ruth-Costance andrà in pensione a ottantotto anni e ne vivrà altri dodici in case di riposo private. Morirà il 10 aprile 1944 portando con sé tutti i suoi segreti. Davvero uccise lei il fratellastro? E davvero fece tutto da sola? a cura di Lara Pavanetto

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