Il castello degli orrori a Chicago

Il castello 2° piano

Il castello 2° piano

Quanti film dell’orrore conosciamo nei quali vi sono case usate come trappole mortali per ignari passanti? Eppure, come spesso accade, la realtà supera la fantasia. Nella Chicago di fine Ottocento esisteva un edificio enorme, chiamato il castello, era stato costruito da Henry Howard Holmes (nato Herman Webster Mudgett) (Gilmanton, 16 maggio 1861-Filadelfia 7 maggio 1896). Questo stabile, non era come tutti gli altri, aveva il secondo e il terzo piano simili a dei veri labirinti, con passaggi segreti, muri scorrevoli, spioncini, porte blindate. C’erano stanze segrete e camere insonorizzate, alcune botole sul pavimenti si aprivano direttamente con scivoli che portavano alla cantina. Non è un caso che fosse strutturato in questo modo, perchè Henry aveva una strana passione: collezionava vittime. Oggi lo definiremmo un Serial Killer, uno dei più prolifici, tanto da far impallidire il collega inglese Jack the Ripper. Oltre alla cantina, una vera e propria sala delle torture per gli ospiti, dove c’era una piscina con dell’acido corrosivo e un forno crematorio, esistevano anche molte altre stanze che in realtà fungevano da camere a gas per uccidere l’ignaro occupante. Henry colpi sopratutto tra il 1892 e il 1894 le sue vittime furono visitatori, garzoni, conoscenti, fidanzate e perfino qualche complice. Il suo modus operandi era sempre lo stesso: affittava una camera e poi, dove aver intrappolato l’ospite nel Castello, lo faceva morire nelle camere a gas. Alcune volte dava fuoco al gas stesso per bruciarlo vivo, mentre lo osservava da uno spioncino sulla porta blindata. Gli scheletri venivano venduti alle università e questo gli creò una certa fortuna economica, che veniva alimentata anche dalle truffe alle assicurazioni, ma gli affari per Henry nel 1894 cominciarono ad andare male. Dopo alcune peripezie, tra le quali un complice che gli bruciò il castello, venne arrestato a Boston il 17 novembre del 1894 mentre cercava di fuggire in Europa. Sotto interrogatorio confessò prima 4 omicidi, successivamente arrivò a 27, quando però la polizia controllò i resti del castello, scoprì scheletri per oltre 150 persone, anche se si stimò che le vittime totali superassero il numero di 200. Dopo un processo, Henry Howard Holmes, ritenuto colpevole per 27 omicidi, mori impiccato la mattina del 7 maggio 1896, all’età di 36 anni. Del castello, luogo di atroci sofferenze, rimanevano solo alcuni resti che subirono un secondo incendio. Nel 1938 il governo vi costruì sopra un ufficio postale. In questi anni si è scoperto che esiste un tunnel sotto l’ufficio postale che corre lungo uno dei muri rimasti del castello. Si possono ancora vedere le tracce degli incendi. Di quel periodo si conserva solo il Museo dell’industria e della scienza, una delle poche strutture rimaste dell’Esposizione del 1893. Su di lui, circa dieci anni fa fu scritto il libro “Devil in the white City”, ma esisteva un progetto per farne un film, con Leonardo di Caprio.

hhholmes

H.H. Holmes

 

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