Il delitto Murri, Bologna 1902.

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Linda Murri


Bologna, tardo pomeriggio del 2 settembre 1902. E’ in corso una seduta del consiglio comunale. Un inserviente si avvicina al consigliere Tullio Murri, avvocato e figlio del più noto Augusto Murri, luminare della medicina dell’università cittadina. Fuori, nel corridoio, lo aspetta la portiera dello stabile di via Mazzini 39 dove vive la sorella Teodolinda con il marito, il conte Francesco Bonmartini, e i figli.

Dall’appartamento di Teodolinda proviene da giorni un odore insopportabile, e la portiera non sa che fare anche perché la famiglia dovrebbe essere ancora in vacanza. Tullio Murri si reca in compagnia della portiera presso l’appartamento della sorella, constata anche lui l’odore nauseabondo, ma non ha la chiave. Così chiama la polizia che procede ad abbattere la porta.

Nella camera da letto viene trovato il cadavere in decomposizione del conte Francesco Bonmartini, ucciso con una serie di coltellate. Ne vengono contate tredici. All’interno dell’appartamento c’è molto sangue, vengono rinvenuti un portafoglio senza denaro e un paio di mutandine femminili. Ci sono chiare tracce di lotta. Teodolinda assieme ai figli si trova ancora in vacanza al Lido di Venezia. Il conte era rientrato il 28 agosto. Gli inquirenti ipotizzano subito una rapina e le indagini sembrano arenarsi.

Ma il 10 settembre, una settimana dopo l’omicidio, Tullio Murri si costituisce ai carabinieri di Ala di Trento, mentre suo padre lo denuncia come autore del delitto, avvenuto a seguito di un colloquio degenerato in colluttazione. È arrestata anche Rosa Bonetti, donna di servizio di Teodolinda e amante di Tullio. Infine, entra in scena anche Teodolinda, come mandante dell’omicidio. I giornali parlano di rapporti torbidi e relazioni incestuose. Tre giorni dopo l’arresto di Murri, viene fermato un giovane medico, Pio Naldi, che confessa di aver partecipato al delitto. Le indagini continuano e portano alla luce la relazione extraconiugale di Teodolinda con il medico cinquantenne Carlo Secchi, allievo del professor Murri e amico di famiglia. Teodolinda e il conte Bonmartini erano di fatto separati dal 1899, tuttavia la loro separazione non era ancora stata ufficializzata dal tribunale.

Si scopre che il Buonmartini voleva trasferirsi a Padova con i figli, lasciando definitivamente la moglie e tutta la famiglia Murri. Il 25 giugno 1903 Carlo Secchi viene arrestato come complice di Tullio Murri per un tentato omicidio per avvelenamento, risalente però ad alcuni mesi prima: la vittima designata sempre il conte Bonmartini. Si apre il processo, ma nel febbraio 1904 la Procura di Bologna chiede il suo trasferimento in altra sede. Sarà designata Torino, dove il processo inizierà il 21 febbraio 1905. Veleno, tradimento, torbidi rapporti tra fratelli, il processo sarà difficile e scandaloso: sei mesi di dibattito, 104 udienze e 420 testimoni.

Alla fine non si cercò di capire il movente e di individuare il mandante o i mandanti. Tullio Murri sarà condannato a trent’anni come esecutore materiale del delitto, ma uscirà dal carcere nel 1919. Carlo Secchi, riconosciuto complice del delitto, morirà in carcere nel 1910. Teodolinda Murri non sarà riconosciuta come il mandante e uscirà dal carcere dopo otto mesi, nel 1906, graziata da Vittorio Emanuele III. Molti diranno grazie al padre, il professor Murri che, infatti, aveva guarito la principessa Mafalda da una malattia ritenuta inguaribile.

A cura di Lara Pavanetto

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