George Joseph Smith (11 gennaio 1872 – 13 ago 1915)

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George Joseph Smith

Figlio di un agente di assicurazione, George Joseph Smith nacque a Bethnal Green, Londra l’11 gennaio 1872. Inviato a un riformatorio a Gravesend, nel Kent, all’età di nove anni per truffa e furto ne uscì solo al compimento del suo sedicesimo anno di età e andò a vivere con la madre rimasta vedova. Nel luglio del 1896, fu condannato per furto e ricettazione a dodici mesi di lavori forzati. Uscito di prigione aprì un fornaio a Leicester in Russell Square.

Nel 1898, sposò Caroline Beatrice Thornhill (sotto un altro pseudonimo, Oliver George Love) a Leicester, questo fu il suo unico matrimonio legale. Si trasferirono a Londra, dove convinse la moglie a lavorare come domestica per un certo numero di datori di lavoro, al fine di rubare per lui. A Hestings Carolina venne arrestata dalla polizia e chiusa in carcere per tre mesi. George fu catturato a Worthing, nel Sussex, e condannato a 12 mesi. Al suo rilascio fuggì in Canada, successivamente tornò da sua moglie, prese tutti i suoi risparmi e se ne andò.

Nel giugno del 1908 Smith sposò la vedova Florence Wilson, da Worthing. Il 3 luglio, la lasciò, ma non prima di aver prelevato 30 sterline dal suo conto di risparmio e aver venduto le sue cose della loro residenza a Londra. Il 30 luglio a Bristol, sposò Edith Peglar, che aveva risposto a un annuncio per governante. A volte spariva per mesi dicendo che stava andando in un’altra città per esercitare il suo mestiere, che secondo lui era quello di vendere oggetti d’antiquariato.

Nel mese di ottobre 1909, sposò Sarah Freeman, sotto lo pseudonimo di George Rose Smith. Come con la Wilson, la lasciò dopo aver eliminato i suoi risparmi e venduto le sue obbligazioni di guerra, con un introito totale di 400 sterline. Successivamente sposò Bessie Munday e Alice Burnham. Nel settembre del 1914, contrasse matrimonio con Alice Reid, sotto lo pseudonimo di Charles Oliver James. In totale, Smith si sposò sette volte tra il 1908 e il 1914. Nella maggior parte di questi matrimoni prelevò tutti i risparmi delle donne sparendo dalla loro vita.

Due strani incindenti

Nel gennaio 1915, l’ispettore Arthur Neil ricevette una lettera da un Joseph Crossley, che possedeva una pensione a Blackpool, Lancashire. Nella lettera vi erano due ritagli di giornale: uno era del News of the World datato Natale 1914, sulla morte di Margaret Elizabeth Lloyd (nata Lofty), 38 anni, morta nei suoi alloggi al 14 Bismarck Road, Highgate, Londra (in seguito ribattezzata Waterlow Road). Era stata trovata nella sua vasca da bagno dal marito, John Lloyd, e della loro padrona.

L’altro ritaglio conteneva il resoconto di un coroner sull’inchiesta del 13 dicembre 1913 a Blackpool. Si trattava di una donna di nome Alice Smith (nata Burnham), morta improvvisamente in una pensione, in una località balneare, nella sua vasca da bagno. Era stata trovata dal marito George Smith.

La lettera, datata 3 gennaio, era stata scritta da Crossley, il padrone di casa di Mr. e Mrs. Smith, a nome della moglie di Crossley e del signor Charles Burnham, i quali avevano entrambi espresso il loro sospetto sulla somiglianza dei due incidenti e esortando la polizia a indagare sulla questione.

L’indagine

Neil andò al 14 di Bismarck Road, dove il signor e la signora Lloyd avevano preso alloggio il 17 dicembre. Trovò difficile credere che un adulto come la signora Lloyd potesse essere annegata in una piccola vasca, soprattutto perché il corpo era immerso solo per tre quarti quando fu trovato. Il poliziotto interrogò il medico legale, un certo dottor Bates, che aveva firmato il certificato di morte, e gli chiese se ci fossero segni di violenza sulla donna. Non c’era nessun segno a eccezione di un piccolo livido sopra il gomito sinistro.

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Alice Burnham

Dopo ulteriori indagini, Neil apprese che era stato fatto un testamento il 18 del mese, tre ore prima che Margaret Lloyd morisse. Unico beneficiario era il marito, ritirando lo stesso giorno tutti i risparmi.

Il 12 gennaio, il dottor Bates chiamò Neil. Aveva avuto una richiesta dalla compagnia assicuratrice Yorkshire Insurance per quanto riguardava la morte di Margaret Lloyd. Tre giorni prima di sposarsi aveva stipulato un’ assicurazione sulla vita per 700 sterline. Ancora una volta il beneficiario unico era il marito: John Lloyd. Neil chiese al medico di ritardare la sua risposta. Si mise subito al lavoro cercando informazioni su questo Smith chiedendo alla Polizia di Blackpool. Scoprì che anche la defunta signora Smith aveva sottoscritto una polizza di assicurazione sulla vita e fatto testamento in favore del marito. Avevano preso alloggio a Blackpool solo dopo che il signor Smith fece arrivare una vasca da bagno.

Neil chiese al medico legale di emettere un rapporto favorevole alla compagnia di assicurazione. Fece controllare l’ufficio della compagnia assicuratrice in attesa che Mr Smith si presentasse. Il 1 ° febbraio, un uomo combaciante con la descrizione di Lloyd / Smith si presentò. Lo stesso Neil lo fermò e gli chiese se fosse John Lloyd. Quando ricevette risposta affermativa, Neil gli chiese se era anche George Smith. L’uomo negò con veemenza. Neil, però già sicuro che John Lloyd e George Smith fossero lo stesso uomo, gli disse che lo avrebbe portato in centrale con l’accusa di bigamia. L’uomo ammise che era davvero George Smith.

Il patologo Spilsbury

Quando Smith fu arrestato per l’accusa di bigamia e il sospetto di omicidio, si chiese al patologo Bernard Spilsbury di determinare come morirono le donne. Il corpo di Margaret Lloyd fu riesumato, e il primo compito di Spilsbury fu quello di confermare l’annegamento come causa della morte. Gli venne chiesto quindi se era stato accidentale o forzato. Spilsbury confermò il piccolo livido sul gomito come già notato prima, e così anche due altri segni microscopici non visti in precedenza. Non c’erano segni al cuore o di malattia circolatoria, ma le prove suggerivano che la morte era stata quasi istantanea, come se la vittima fosse deceduta all’improvviso per un ictus. Si ipotizzò l’uso di qualche sorta di veleno e si fecero dei test a riguardo. Infine, Neil propose di fare alcuni esperimenti nella stessa vasca in cui era morta Margaret e che era stata sistemata nella stazione di polizia.

I giornali iniziarono a parlare del caso delle “Spose delle Terme”. L’8 febbraio, il poliziotto capo di Herne Bay, una piccola località balneare nel Kent, lesse le storie, e inviò a Neil una relazione su di un’altra morte, che era sorprendentemente simile alle altre due.

La terza vittima

Bessie_Mundy

Bessie Mundy

Un anno prima della morte di Burnham a Blackpool, un tale Henry Williams aveva affittato una casa al numero civico 80 di High Street. Si traferì assieme a sua moglie Beatrice “Bessie” Munday, che aveva sposato nel Weymouth, Dorset nel 1910. Sette settimane dopo affittò una vasca. Il medico locale, tale Frank French venne avvisato che la donna soffriva di attacchi epilettici, anche se lei lamentava solo di qualche mal di testa. Il medico prescrisse alcuni farmaci. Il 12 luglio 1912, Williams svegliò il medico, dicendogli che la moglie stava avendo un altro attacco. Lui arrivò la visitò e non trovandole nulla le promise di tornare il pomeriggio successivo. Tuttavia, si sorprese quando, la mattina seguente, fu informato da Williams che sua moglie era morta annegata. Il medico trovò Bessie Williams nella vasca, con la testa sott’acqua, con le gambe stese dritte e i piedi che sporgevano fuori dall’acqua. Non c’era traccia di violenza, così il medico attribuì l’annegamento per epilessia. Il marito fu scagionato da qualsiasi dubbio e come da testamento venne beneficiato di 2,579 sterline, testamento stipulato soli cinque giorni prima della morte.

Neil inviò le fotografie di Smith a Herne Bay per una possibile identificazione e andò a Blackpool, dove Spilsbury stava conducendo l’autopsia di Alice Smith. I risultati erano gli stessi di Margaret Lloyd: l’assenza di violenza, morte istantanea, e poche prove di annegamento. Inoltre, non c’erano tracce di veleno su Margaret Lloyd. Sconcertato dai risultati, Spilsbury prese le misure del cadavere della vasca.

Tornato a Londra, Neil ricevette conferma da Herne Bay. “Henry Williams” era anche “John Lloyd” e “George Smith”. Questa volta, quando Spilsbury esaminò Bessie Williams, trovò un sic

uro segno di annegamento: la presenza di pelle d’oca. Come per le altre due morti, la vasca in cui era annegata la signora Williams fu inviata a Londra.

La soluzione

Per settimane il patologo Spilsbury riflettè sopra le vasche e le misurazioni delle vittime. La prima fase di un attacco epilettico è costituito da un irrigidimento e estensione di tutto il corpo. Considerando l’altezza della vittima (cinque piedi, sette pollici) e la lunghezza della vasca (cinque metri), la parte superiore del suo corpo avrebbe spinto la testa molto al di sopra del livello dell’acqua. La seconda fase di un attacco epilettico consiste in spasmi violenti degli arti, i quali quindi sarebbero stati spinti verso l’esterno. Pertanto, nessuno con le sue misure avrebbe potuto rimanere sott’acqua, anche successivamente al rilassamento dei muscoli nella terza fase. La vasca era semplicemente troppo piccola.

Secondo il patologo Smith doveva aver preso per i piedi sua moglie Bessie Williams e all’improvviso averla tirata verso di se, facendole immergere la parte superiore del corpo. L’improvvisa ondata di acqua nel naso e nella gola avrebbe potuto causare scosse e l’improvvisa perdita di coscienza, spiegando l’assenza di lesioni e i minimi segni di annegamento.

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Margaret Lofty

L’ispettore Neil decise di assumere diversi sommozzatori donna esperti, tutte con le stesse misure delle vittime. Si rese immediatamente conto che se cercava di immergerle con violenza si sarebbero formati dei segni sul corpo. Poi all’improvviso tirò i piedi di una delle subacquee verso di se, la testa scivolò sott’acqua prima che la donna si rendesse conto di quello che succedeva. L’ispettore vide che la donna non si muoveva più e la tirarono fuori immediatamente dalla vasca, un medico riusci a rianimala solo dopo mezz’ora. Quando la ragazza rinvenne raccontò che l’unica cosa che ricordava era l’acqua che entrava nel naso, prima di perdere conoscenza. Venne cosi confermata la teoria di Spilsbury.

Il 23 marzo 1915 George Joseph Smith fu accusato per gli omicidi di Bessie Williams, Alice Smith e Margaret Lloyd.

Il processo

Il 22 giugno iniziò il processo a Old Bailey, uno dei più lunghi d’Inghilterra. Al processo si presentarono 112 testimoni. L’accusa era composta da Archibald Bodkin, Cecil Whiteley e Travers Humphreys. Anche se poteva essere processato solo per l’omicidio di Bessie Williams, in conformità con la legge inglese, l’accusa usò la morte delle altre due donne, per stabilire il modello di crimini di Smith. Smith decise di non testimoniare in sua difesa indicandolo al suo avvocato Marshall Hall.

La giuria impiegò 20 minuti per un verdetto e il 1° luglio lo reputò colpevole, venne quindi condannato a morte. L’avvocato della difesa, Marshall Hall chiese un appello sulla base che le prove del “sistema” erano state impropriamente ammesse ma Lord Reading respinse il ricorso e per Smith fu davvero finita.

Il boia Johan Ellis, andò a trovarlo il giorno prima dell’impiccagione e rimase colpito dalla trasformazione che vide, dell’uomo seduttore e della “irresistibile felina luminosità dello sguardo” come venne definito da una giornalista, non vi era più traccia. Il boia disse al medico del carcere che forse il cuore di Smith sarebbe ceduto prima di arrivare al patibolo. Il 13 agosto del 1915, in una delle più calde giornate dell’anno, Smith fu impiccato nella prigione di Maidstone. Si dichiarò fino all’ultimo istante innocente.

Da alcuni anni la sua statua di cera è stata esposta nella camera degli orrori al Madame Tussauds di Londra.

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