La strana storia dei libri nel muro

1381989_10200693091310859_1889761766_nQuesta storia inizia con un ragazzo che di mestiere fa il muratore a Venezia. E’ una giornata calda e gli tocca un lavoro pesante: abbattere una parete di muro per ampliare una stanza. Tra polvere e rumore, è arrivato a metà lavoro quando si accorge che dentro il muro, nascosto in un anfratto ci son due piccoli oggetti. Che sia la volta buona che finalmente ha trovato qualcosa di prezioso? D’altro canto cosa si può nascondere dentro un muro se non qualcosa da rendere ricchi? A Venezia nella città millenaria, chissà da quanto tempo son li. Quando li ha in mano capisce che son solo due libri. Hanno una copertina rigida in metallo e legno. Li apre e dentro son scritti strani. Bah niente oro o argento. Cosa se ne può fare di un paio di piccoli libri. Saranno poi grandi cinque o sei centimetri. Pensa di gettarli e poi invece si ricorda di quella sua amica che legge tantissimo. E’ carina. Si, un regalo simile può farle piacere. Cosi glieli porta, lei è contentissima del regalo ma quando prova a leggerli vede che è scritto forse in arabo e cosi li ripone assieme all’argento tra le sue gioie.

Questo è il primo passaggio. Passano quasi vent’anni. Quella ragazza carina è cresciuta, si è sposata e ai libri non ci ha più pensato.

1385361_10201609137857485_833571590_nIl marito di lei un giorno deve fare spazio in armadio. C’è un vero e proprio casino li dentro e cosi decide di raccogliere tutte le gioie e gli argenti e visto che sua moglie non usa mai nulla di tutto quello pensa di portarli giù in cantina. Visto che c’è mette nel sacchettino anche quei due oggetti senza nessun valore.

Questo è il secondo passaggio. Passano altri due anni. Un giorno quella ragazza conosce un uomo che per lavoro è spesso negli archivi storici. Hanno la passione dei libri e nelle ore che passano a raccontarsi lei si ricorda di quei due strani libri in arabo. Gli racconta il ritrovamento nel muro e quella scrittura forse araba. A lui quella storia piace molto, in fin dei conti fa questo di mestiere ma di libri ritrovati non ne aveva mai sentito parlare, poi dentro un muro! Immagina forse due libri in arabo nascosti per la guerra che Venezia spesso faceva con il Turco. Si, gli piacerebbe vederli. Cosi lei li cerca ma non li trova, guarda ovunque ma sembrano scomparsi. E la cosa finisce li. Dopo qualche mese lei si ritrova a riordinare la cantina e dietro degli scatoloni vede un sacchetto rotto. Riconosce catenine e orecchini suoi. Ma cosa ci fanno li? Chiama suo marito e dopo averlo strigliato si fa aiutare a raccogliere tutto. Trova anche uno di quei due strani libri, dell’altro non c’è traccia. Ma tanto son solo due vecchi libri, chissà forse è finito sotto le piastrelle. Pazienza. Visto che però uno l’ha trovato lo porta a quel suo amico.

Questo è il terzo passaggio. Lui quando lo vede pensa subito che è piccolissimo ma con quella copertina in metallo, probabilmente d’argento, deve avere un suo valore. Lo apre e le dice che quello non è arabo ma sembra molto più ebraico. Cosi pensa che forse se era stato nascosto poteva avere un significato e decide di fotografare la prima pagina e pubblicarlo su facebook. Conosce quanto può essere utile quel social network e non si sbagliava. Dopo pochi minuti una sua amica che studia ebreo antico gli dice che il titolo è Casa di preghiera, secondo l’uso della comunità sefardita, pubblicato nella tipografia di Pisa da Samuel Molco. La data non riesce a tradurla ma gli ha dato un sacco di informazioni e cosi cerca su Google e scopre che questa tipografia era attiva nei primi anni dell’Ottocento. Passano alcuni giorni, si sveglia e trova un messaggio sul cellulare. E’ una sua amica giornalista. Gli dice che una sua conoscente ebrea si è fatta tradurre quella pagina e diceva “Prefazione di un libro del tempio della comunità sacra spagnola che dice: di mese in mese da un sabato a un sabato stampata in alta qualità a Pisa protetto da Dio finche non sarà terminato il testo. Il tipo di scrittura è Amsterdam nell’anno 1835 scritto da Samuel Malco spagnolo”.

1378121_10201609135657430_1273785050_nForse a pensarci non è stato protetto solo finchè fosse terminato il testo, è stato protetto fino a oggi e quel giovane muratore non si sbagliò poi molto nel regalarlo a quella ragazza carina.

Vi ho voluto raccontare tutto questo perchè credo che i libri siano come le persone, ognuno di essi ha delle storie da raccontare, storie che ne delineano i tratti della loro vita, breve o lunga che sia. Bisogna averne cura perchè non sono solo preziosi per quello che portano scritto. Qualcuno ha voluto nascondere e proteggere quei due libri nel muro della casa, forse a causa delle persecuzioni naziste. Quella persona probabilmente non è più in vita e non è più andato a riprenderli, però è riuscito nel suo intento: proteggere il suo piccolo tesoro.

Un grazie a Marta Polinelli che ha tradotto la prima parte e un grazie alla giornalista Vera Mantengoli che mi ha svegliato con questo bel messaggio e la traduzione finale. Forse riuscirò a farmi dire in quale casa furono trovati e chissà, magari scopriremo anche la storia delle persone che ci vivevano.

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