Quando la condanna prevedeva l’annegamento

annegamentoA Venezia si eseguivano condanne per annegamento? La risposta a questa domanda la si può trovare in numerose sentenze del Consiglio dei Dieci. Il 16 marzo del 1609 Fra Giovan Francesco Graziani dell’Ordine dei Servi, bacilier da Perosa, viene arrestato, passati tre giorni in carcere, si discute se si dovesse mandare ad annegare “secondo l’ordinario, sichè resti sommerso et affogato” (ASV, Consiglio dei Dieci, parti criminali, b. 38 anno 1609, c. 1609 16 marzo).

La frase “secondo l’ordinario” implica che la pratica non fosse di certo poco conosciuta.

Di fatto durante la Serenissima non si esitò mai a ricorrere ad esecuzioni sommarie, rapide e talvolta segrete. Nel 1373 pre’ Zane di Lugignano ordisce un piano contro la Serenissima, scoperto a causa di una soffiata viene arrestato assieme ai suoi complici. Gran parte dei protagonisti, ed in particolare il capo brigata, vengono fatti annegare nelle acque della laguna serrati in una gabbia ( ASV, Torcello, b. 47 reg. 2, in data 1373 agosto 16 settembre 5, E. Orlando, Altre Venezie, IVSLA, Venezia, 2008, p. 321).

Lo stesso storico archivista Giuseppe Tassini, nel suo famoso trattato sulle Condanne Capitali eseguite durante la Serenissima, riporta due esempi: Vincenzo Moro, priore della Misericordia ebbe rapporti con l’ambasciatore Spagnolo, arrestato ed intimatogli le difese, sebbene non con confessione fu condannato a morte. Fu proposto l’annegamento nel Canal Orfano. La sentenza del 25 gennaio 1640 M.V., decise, invece, di strozzarlo durante la notte ed appenderlo il giorno successivo ad una forca in piazza tra le due colonne. (G. Tassini, Alcune delle più clamorose condanne capitali eseguite in Venezia sotto la Repubblica, Venezia 1867, p. 239)

Lo stesso Tassini nella nota 4 conferma cheL’annegamento nel canal Orfano o dei Marani non è una baja al di sotto della critica, come stampò un troppo zelante difensore del Veneto Governo”.

A tal proposito riporta anche il caso di alcuni preti che ordirono contro la Serenissima nel Quattrocento. Taddeo Buono della chiesa di San Marco, prete Pietro Andrea di S. Simeone Profeta, prete Andrea di S. Giacomo dall’Orio, ed un falegname Giovanni Pietro, tramarono con i Padovani contro Venezia. Arrestati, grazie all’efficiente apparato di spie, il 24 luglio 1405 i tre preti furono sepolti con il capo in giù fino alle ginocchia in tre buche scavate in Piazza San Marco, il falegname fu impiccato alle colonne rosse del Palazzo Ducale, altri complici furono annegati e i cadaveri cuciti dentro alcuni sacchi, sacchi che furono ritrovati alcuni giorni dopo nella spiaggia del Lido. (G. Tassini, Alcune delle più clamorose condanne capitali eseguite in Venezia sotto la Repubblica, Venezia 1867, pp. 54-56)

Questo dato non deve stupire, dall’analisi dei processi inquisitori del Sant’Uffizio a Venezia nel Cinquecento vengono rilevate ben 14 condanne a morte per annegamento. (R. Calimani, Storia del Ghetto di Venezia, Mondadori ).

Qualche dubbio sulla localizzazione precisa di tale pratica è sorta in questi ultimi anni, in particolare si dubita che fosse proprio il Canal Orfano. A tal proposito a rafforzare questa tesi vi è un dispaccio dell‟ambasciatore estense a Venezia, nel quale comunicava – seccamente di essere a conoscenza dell‟avvenuto annegamento, nel canale Orfano, di sette o otto luterani «di bassa condizione», uccisi per aver rifiutato di sottoporsi all‟abiura. (Fabiana Veronese, «Terra di nessuno». Misto foro e conflitti tra
Inquisizione e magistrature secolari nella Repubblica di Venezia (XVIII sec.), Università Ca‟ Foscari Venezia Dottorato di ricerca in Storia sociale europea dal Medioevo all‟Età contemporanea, 21° ciclo (A. A. 2005/2006 – A.A. 2009/2010).

La documentazione d’archivio ci parla, altresì, di un ulteriore luogo: “pellerosso”.

Nel 1705, a seguito di un processo per eresia, vennero condannati a morte tale Corrier e tale Moro, nei documenti troviamo “siano portati in fuori delli Castelli, in Pellorosso, ove siano gettati nel profondo”. Pelorosso era un ormeggio e le navi vi facevano scalo prima della partenza, si trovava al largo del porto di Malamocco, come la studiosa Fabiana Veronese ha spiegato nei sui saggi inerenti i due casi citati. (Fabiana Veronese, L’orrore del sacrilegio abusi di sacramenti, pratiche magiche e condanne a morte a Venezia nel primo ventennio del Settecento, Studi Veneziani 2006 NS LII, pp. 265-343.) 

Ma fu Venezia ad inventare questo sbrigativo ma crudele sistema di morte? Ovviamente no.

Per gli Egizi la pena di morte era spesso applicata tramite decapitazione o annegamento nel fiume sacro, il Nilo, chiusi sempre all’interno di un sacco.

Durante il periodo romano, Svetonio cita 32 casi di pene capitali ordinate dagli imperatori nei centocinquant’anni da Cesare, o meglio da Augusto a Domiziano, di queste sei si riferiscono a condanne per annegamento.

Risulta interessante notare che anche nel diritto germanico, per l’uomo che si macchiava del delitto di furto ci dovesse essere la pena di morte per strangolamento, mentre per la donna la condanna era all’annegamento, forse per alcuni ritenuta più “dolce”. (F.Mori, Scritti germanici di diritto criminale, volume 1, 1846, p. 194).

Advertisements

9 risposte a “Quando la condanna prevedeva l’annegamento

  1. mi pare di notare che lei, nella foga di dipingere una Venezia tiranna e spietata, dimentichi di dare un quadro d’insieme dell’evoluzione della giustizia veneta, e di precisare che condanne a morte con modalità anche peggiori, erano in uso in tutti i paesi d’Europa, che le applicavano in maniera molto maggiore rispetto a Venezia. lei farebbe bene a pubblicare la relazione della commissione del Senato (mi pare sia degli anni ’80 del ‘700) in cui si era orientati all’abolizione ufficiale dei “tormenti”, del resto non più usati da diversi anni, come era ormai orientamento negli stati più progrediti d’Europa, e come, sottolineano i relatori, era ormai nell’evoluzione naturale della società.
    Lei non storicizza, preso da una foga illuminista degna del Darù.

    • Non colgo assolutamente questa accusa di voler “dipingere” la Serenissima per quella che non è. Esercizio culturale e bon ton storico prevederebbero che se Lei indica dei dati (“condanne a morte con modalità anche peggiori, erano in uso in tutti i paesi d’Europa, che le applicavano in maniera molto maggiore rispetto a Venezia”) dovrebbero essere seguiti da citazioni di saggi a favore di questa sua tesi, altrimenti rimane nel vago ottimismo di una Repubblica che non fu ne perfida ne peggiore o migliore, fu semplicemente uno stato d’Antico Regime. Le cito solo un caso della metà del Settecento dove fu invece proprio il Gran Ducato di Toscana e richiedere alla Serenissima di togliere i tormenti ad un condannato a morte (Anno 1750 caso Panizzi, ASV, Avogaria di Comun, miscellanea penale, b. 58 fasc. 6). Questa è storia, dati di archivio, non interpretabili in base a vecchie nostalgie…

  2. Da notare che si parla di condanne per alto tradimento, reato che veniva punito con la morte (e probabilmente viene punito ancora adesso, palesemente o meno) in molti stati moderni.

  3. E con ciò? Odiernamente in Arabia Saudita di tagliano teste e in USA si avvelenano gli assassini… Non mi piace il taglio accusatorio di questo articolo. I processi sonmari erano fatti solo in casi speciali come per giudicare nobili e le pene eran molto più perfide che quelle per il semplice suddito, che aveva ovviamente diritto alla difesa in regolare processo (cosa utopistica nelle altre monarchie europee).

    • Storicamente non possiamo paragonare un qualsiasi Stato odierno con gli Stati d’Antico Regime. Nemmeno possiamo parlare di processi sommari, vigevano due sistemi accusatorio ed inquisitorio, entrambi regolati. Un ulteriore punto da specificare è che la figura dell’avvocato dei poveri è presente in quasi tutti gli Stati contemporanei alla Serenissima, cfr. G. Angelozzi. C. Casanova, La giustizia criminale a Bologna nel XVIII secolo, Clueb 2007, pp. 159-163. Quindi non è utopia, ma prassi. Mai farsi trascinare dai sentimentalismi quando si analizza il passato, la Serenissima aveva i suoi sistemi per governare ignorarli non rende giustizia.

  4. Storicamente non possiamo paragonare un qualsiasi Stato odierno con gli Stati d’Antico Regime. Nemmeno possiamo parlare di processi sommari, vigevano due sistemi accusatorio ed inquisitorio, entrambi regolati. Un ulteriore punto da specificare è che la figura dell’avvocato dei poveri è presente in quasi tutti gli Stati contemporanei alla Serenissima, cfr. G. Angelozzi. C. Casanova, La giustizia criminale a Bologna nel XVIII secolo, Clueb 2007, pp. 159-163. Quindi non è utopia, ma prassi. Mai farsi trascinare dai sentimentalismi quando si analizza il passato, la Serenissima aveva i suoi sistemi per governare ignorarli non rende giustizia.

  5. Non colgo alcun tono accusatorio nell’articolo. Di condanne capitali, per annegamento e non, eseguite a Venezia fra Cinque e Seicento, parla parecchio anche Melania Mazzucco nel suo bel “Jacomo Tintoretto e i suoi figli. Storia di una famiglia veneziana”, libro che nasce da una rigorosa ricerca sulle fonti d’archivio.

    • Giustissimo, ma purtroppo si fa ancora fatica a distinguere la Storia da ciò che vorremmo noi…i dati non si interpretano si riportano. Grazie, Melania Mazzucco è una bravissima storica.

  6. Un bell’articolo.
    A me non sembra sia di parte ma semplicemente descrive alcuni tipi di pene capitali in uso nella Serenissima.
    Ciò non esclude che fossero attuate anche in altri stati e non è necessariamente una critica al suo sistema giuridico.
    Non capisco come alcuni commenti possano essere così… di parte, cercando di portare tutto in un contesto nostalgico patriottico.
    Non sono uno storico ma pure io evito di dire certe baggianate.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...